Equitalia

COME RIUSCIRE A NON PAGARE ALCUNE CARTELLE EQUITALIA ATTRAVERSO LA NOSTRA STRUTTURA 

 

Hai dimenticato di pagare Equitalia?  Non hai potuto onorare il tuo debito per più di 8 rate?  Sei decaduto dal piano di rateazione? Come puoi rimediare?

 

 
I contribuenti che negli ultimi 24 mesi sono decaduti da un precedente piano di rateizzazione con Equitalia possono chiederne uno nuovo.
 
Nel decreto di Riforma Fiscale sulla riscossione è stata introdotta  la possibilità, per chi è decaduto dal beneficio di una dilazione in 72 o 120 rate,  di richiedere una nuova rateazione a condizione però che siano decaduti nei 24 mesi anteriori all’entrata in vigore del decreto legislativo in commento (15 giorni successivi alla pubblicazione sulla «Gazzetta Ufficiale»).
 
Di fatto, quindi, per tutti coloro che negli ultimi due anni si sono visti revocare la dilazione da Equitalia potranno richiedere la rimessione in termini con pagamento fino a massimo 72 rate. In questo caso, però, la decadenza scatterà non più dopo 8 rate non pagate, ma dopo 2 anche non consecutive.
 
Per ottenere la sanatoria il contribuente dovrà presentare la domanda ad Equitalia entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge.
 
Cambiano inoltre le rateazioni con Equitalia:  da oggi si decadrà dai piani di pagamenti dilazionati già solo dopo il mancato pagamento di 5 rate anche non consecutive (e non 8 rate, come attualmente). Ciò in pratica significa che, se nel corso dell’anno, un contribuente, beneficiario di una rateazione a 72 rate, non versa le rate relative ai mesi di febbraio, aprile, giugno, luglio e ottobre decadrà dal beneficio. Quindi, non è necessario che l’inadempimento riguardi mesi tra loro consecutivi.
 
Tuttavia, il contribuente decaduto potrà sempre presentare una nuova richiesta di dilazione. In particolare, coloro che sono decaduti potranno accedere a una nuova ulteriore dilazione dietro presentazione di apposita istanza e con il pagamento contestuale delle rate del piano originario scadute e non versate. In questo modo il contribuente non ottiene un nuovo piano di dilazione (quindi altre 72 o 120 rate), ma viene riattivato il precedente piano, con le scadenze residue e gli stessi importi.
 
Il decreto ha introdotto una semplificazione per il pagamento: la possibilità per i contribuenti di domicilare su un proprio conto corrente bancario o postale il pagamento delle rate.

 

 

 

 

 

Hai ricevuto un accertamento fiscale? Hai ricevuto una cartella esattoriale? Non riesci a capire cosa vogliono? Base imponibile, addizionali, sanzioni con cumulo giuridico e materiale, fideiussioni e rateizzazioni? Da oggi la soluzione è facile ed è a portata di un clik: www.cafromasangiovanni.it.

Spiegaci il tuo problema e saremmo in grado di dirti cosa ti viene chiesto,  se sei tenuto a pagare qualcosa o se, al contrario, non devi nulla. E se devi qualcosa,www.cafsangiovanniroma.it è pronto a spiegarti come fare, per rateizzare e pagare un po’ al mese, o per sottoscrivere un ricorso, attraverso il quale il nostro studio legale, avvalendosi di professionisti specializzati nel diritto tributario, ti seguirà fino al termine presidiando le udienze con i vari istituti come Inps Inail, Comune di Roma e  con tutti quegli enti che hanno richiesto impropriamente delle somme non dovute.

Facciamo chiarezza su questo argomento,inquanto molte professionisti, si sono dedicati in questi ultimi tempi a questa materia, tuttavia delle volte con scarsi risultati.

In buona sostanza attraverso un ricorso, qualsiasi procedimento  si blocca, quindi gli interess igià palesemente lievitati in cartella,non possono crescere nel tempo.

Pertanto fare un ricorso, già rappresenta un vantaggi sotto questo aspetto.

L'altro grande vantaggio che molte persone non ne sono a conoscenza ,  è che  la maggior parte dei tributi dopo 5 anni,vengono  prescritti e hanno i termni per la decadenza

,pertanto quando si va in udienza, il Giudice  prende atto della  nostra richiesta di cancellazione, e a norma dilegge , non può esimersi dal farli cancellare.

E con la suddetta cancellazione, si puo chiedere lo sgravio ad Equitalia e far diminuire di gran lunga il debito.

Cari lettori il nostro staff dietro vostra richiesta, assolutamente in forma gratuita potrà verificare con una analisi di fattibilità, la vostra posizione con Equitalia.

Se non siete in possesso del vostro estratto conto aggiornato, potete conferire incarico al nostro ufficio, che sempre in forma gratuita provvederà  nel reperire le opportune informazioni.

Non esitare a richiederci una consulenza gratuita al riguardo, il nostro staff di esperti analizzerà il tuo caso in forma gratuita con un estratto peritale.

Come funziona la rateazione

Se il cittadino si trova in difficoltà a saldare il debito in un’unica soluzione può chiedere a Equitalia di pagare a rate le somme iscritte a ruolo. Alla luce delle recenti disposizioni normative (decreto legge n.69/2013 convertito con modificazioni dalla legge n. 98/2013) è possibile chiedere:

un piano di rateazione ordinario fino a un massimo di 72 rate mensili (6 anni);

 un piano di rateazione straordinario fino a un massimo di 120 rate mensili (10 anni), nei casi di grave e comprovata situazione di difficoltà legata alla congiuntura economica ed estranea alla propria responsabilità.

L’importo minimo di ogni rata è di regola pari a 100 euro. I piani di rateazione sono alternativi per cui in caso di mancata concessione di una dilazione straordinaria, si può chiedere una rateazione ordinaria.

Anche i contribuenti che hanno ottenuto un piano di dilazione in 72 rate mensili prima delle nuove disposizioni normative, possono chiedere di allungare la rateazione fino a 120 rate mensili (piano straordinario).

I criteri per accedere a un piano di  rateazione straordinario sono stati stabiliti da apposito decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze (Leggi il decreto).

Come chiedere la rateazione

Per debiti fino a 50 mila euro si può ottenere la rateizzazione con domanda semplice, senza la necessità di dover allegare alcuna documentazione comprovante la situazione di difficoltà economica (direttiva di Equitalia di maggio 2013).

Per debiti oltre 50 mila euro la concessione della rateazione è subordinata alla verifica della situazione di difficoltà economica. L’agente della riscossione analizza l’importo del debito e la documentazione idonea a rappresentare la situazione economico-finanziaria del contribuente.

È possibile chiedere un piano di dilazione a rate variabili e crescenti, anziché a rate costanti, in modo da poter pagare meno all’inizio nella prospettiva di un miglioramento della condizioni economiche.

Requisiti per la rateazione straordinaria (fino a 10 anni)

Possono richiedere una dilazione straordinaria i contribuenti  non in grado di pagare il debito secondo la rateazione ordinaria (72 rate mensili) e che, invece, possono sostenere un piano di pagamento più lungo.

Si accede a un piano di rateazione straordinaria fino a un massimo di 120 rate in presenza delle seguenti condizioni:

per le persone fisiche e le ditte individuali, quando l’importo della singola rata è superiore al 20% del reddito mensile, risultante dall’Indicatore della Situazione Reddituale (ISR) indicato nel modello Isee;

per le altre imprese, quando la rata è superiore al 10% del valore della produzione mensile. Inoltre l’indice di liquidità, ricavato dai dati di bilancio, deve essere compreso tra 0,5 e 1.

In base alle norme che regolano l’istituto delle rateazioni:

si decade dal beneficio della dilazione in caso di mancato pagamento di otto rate anche non consecutive (decreto legge 69/2013, cd. “Decreto del fare”). Precedentemente era prevista la decadenza con il mancato pagamento di due rate consecutive;

l’agente della riscossione non può iscrivere ipoteca, né attivare qualsiasi altra procedura cautelare ed esecutiva finché si è in regola con i pagamenti;

il contribuente che ha ottenuto la rateazione non è più considerato inadempiente e può richiedere il Durc (Documento unico di regolarità contributiva) e il certificato di regolarità fiscale per partecipare alle gare di affidamento delle concessioni e degli appalti di lavori, forniture e servizi;

anche se non sono state pagate le rate degli avvisi bonari dell’Agenzia delle entrate è possibile chiedere a Equitalia la rateazione, una volta ricevuta la cartella.

Presentazione della domanda

La domanda di rateazione, comprensiva della documentazione necessaria, inclusa copia del documento di riconoscimento, si può presentare tramite raccomandata a/r oppure a mano presso uno degli sportelli dell’agente della riscossione competente per territorio o specificati negli atti inviati da Equitalia. I moduli sono disponibili su questo sito, alla voce Modulistica, e presso tutti gli uffici sul territorio.

Tutto sulla cartella

La cartella di pagamento è il documento che Equitalia invia ai cittadini su incarico dell’ente creditore in cui sono riportate tutte le informazioni utili, tra cui l’ente che richiede il pagamento, il nominativo del debitore, la somma da versare, le procedure che Equitalia attiverà in caso di mancato pagamento nel termine dei 60 giorni. Nella cartella si trovano, inoltre, il dettaglio degli interessi, delle sanzioni e di tutte le altre spese, le indicazioni di come e dove pagare, presentare ricorso o richiedere una rateazione.

È importante ricordare che Equitalia restituisce integralmente agli enti creditori gli importi riscossi, compresi interessi e sanzioni previsti dalla legge. Equitalia trattiene invece il rimborso delle spese di notifica, pari a 5,88 euro, e l’aggio, ovvero la percentuale sulle somme effettivamente riscosse, fissato dalla legge al 9% a titolo di remunerazione onnicomprensiva per il servizio svolto. Per i pagamenti effettuati entro i 60 giorni dalla notifica della cartella, l’aggio è ripartito tra il contribuente (4,65%) e l’ente creditore (4,35%).

Avviso: Per i ruoli emessi a partire dal 1° gennaio 2013 l’aggio di riscossione è pari all’8% (decreto legge n. 95 del 2012).

Equitalia notifica la cartella attraverso un messo, un ufficiale di riscossione o mediante raccomandata con ricevuta di ritorno. Quando non è possibile notificare per assenza o irreperibilità del destinatario (articolo 140 codice di procedura civile), è prevista la notifica per affissione all’albo comunale.  Dalla data di notifica, il cittadino ha 60 giorni di tempo per pagare o contestare la cartella. Scaduto il termine, si dovranno pagare ulteriori importi:

gli interessi di mora, che maturano  a partire dalla data di notifica su ogni giorno di ritardo e che Equitalia riversa interamente agli enti creditori;

per i debiti previdenziali, le sanzioni civili o cosiddette “somme aggiuntive”, che Equitalia riversa sempre interamente agli enti creditori;

l’aggio di riscossione interamente a carico del contribuente e pari al 9% del totale (8% per i ruoli emessi dal 1° gennaio 2013);

le eventuali spese per le procedure cautelari ed esecutive (fermi, ipoteche, pignoramenti).

Se la cartella non viene pagata entro 60 giorni, Equitalia deve attivare tutte le procedure per il recupero forzoso del credito

Il modello della cartella di pagamento è stato modificato nel tempo per assicurare al cittadino una comunicazione sempre più chiara e semplice. Il modello vigente, approvato con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate del 3 luglio 2012, viene utilizzato per i ruoli emessi dagli enti creditori a partire dal 31 luglio 2012.

Per alcuni enti creditori la legge ha introdotto nuovi atti che sostituiscono la cartella: l’avviso di addebito dell’Inps, che dal 1° gennaio 2011 ha preso il posto della cartella di pagamento per i crediti di natura previdenziale, e l’accertamento esecutivo, che dal 1° ottobre 2011 ha sostituito in parte la cartella per i crediti erariali. L’accertamento esecutivo è stato successivamente esteso dal legislatore anche ai crediti dell’Agenzia delle dogane.